Real Salus – Brunetta 3 – 3

Formazione: 1 – Marco Saglietti; 2 – Ignazio Barraco (cap.); 3 – Alessandro Capezzera; 4 – Edoardo Faletti; 5 – Mattia Lucciarini; 6 – Simone Mascioli; 7 – Marco Stregapede; 8 – Giacomo Sinigallia; 9 – Vincenzo Cristiani; 10 – Marco Nicoletti; 11 – Fabio Trombatore.
A disposizione: 13 – Matteo Capponi (20′ st per Nicoletti); 14 – Massimiliano Cortassa; 15 – Callisto Molinari (1′ st per Stregapede); 16 – Peppino Licheri; 17 – Roberto Agliata (35′ pt per Faletti).
Reti: Sinigallia 45′ pt, Capponi 35′ st, Trombatore, 40′ st.

Commento: una domenica pomeriggio vibrante al campo del Real Salus con continui e rocamboleschi colpi di scena che hanno reso la partita intensa, ma tecnicamente povera di virtuosismi. Brutta la prestazione dei rossi in trasferta oggi che hanno avuto solo il merito di rimediare ai propri grossolani errori (individuali e di squadra) con scatti di orgoglio: sempre a inseguire nel punteggio, sempre a riacciuffare la partita. Nella prima frazione l’equilibrio della gara blocca le emozioni e ci vuole un episodio sgangherato per sbloccare il punteggio: Saglietti in uscita perde il pallone e l’avversario alle sue spalle insacca agevolmente. Siamo nella prima parte della gara e la Brunetta è sotto nel punteggio per la prima volta in questa stagione; il contraccolpo però è positivo e la reazione si concretizza allo scadere del tempo quando Sinigallia si libera al limite dell’area e con un tiro a palombella che bacia la traversa, insacca alle spalle del portiere – per la verità un po’ statico. Al riposo le squadre sono sul pari e si avviano negli spogliatoi.

Alla ripresa delle ostilità succede al decimo l’episodio che potrebbe stappare una partita fino a quel momento piuttosto bloccata: doppio giallo per il terzino destro del Salus che, uscito dal campo di gioco, invocherà per lungo tempo la chiave dello spogliatoio dalla propria panchina. Potrebbe essere il momento buono per affondare il colpo nelle viscere dell’avversario, ma il panico, da prestazione e non per la situazione compromessa, giunge alla squadra ospite in superiorità numerica. Strano a dirsi, ma facile a farsi, visto che dopo altri dieci minuti di non-gioco la Brunetta ripassa di nuovo in svantaggio: diagonale da destra a sinistra che sorprende inspiegabilmente la difesa piazzata, inserimento del terzino sinistro che con un prezioso tocco sotto al pallone scavalca Saglietti in uscita. Chi ci capisce più nulla tra i rossi a mezze maniche: troppo brutti per essere veri e troppo mercatari e ansiosi per portare a casa la vittoria; con il vantaggio numerico vanno di nuovo sotto nel punteggio e se non fosse per la distrazione altrui, staremmo a leccarci le ferite per una sconfitta. A circa un quarto d’ora dalla fine Capponi pareggia con un tiro da fuori, poi di nuovo sotto per un altro svarione difensivo, infine Trombatore in mischia sigilla il pari.

Partendo dal presupposto che un pareggio in trasferta sia un buon risultato, visti i contenuti della partita, con un po’ di impegno in più oggi la Brunetta Calcio sarebbe uscita dal campo con il bottino pieno e mezzo dito nel naso. La calma è la virtù dei forti, vediamo di acquisirla in fretta.

Respect – Brunetta Calcio 1 – 2

Formazione: 12 – Marco Saglietti; 2 – Alessandro Capezzera; 3 – Ignazio Barraco; 4 – Roberto Agliata; 5 – Carlo Benussi; 6 – Simone Mascioli; 7 – Marco Stregapede; 8 – Vincenzo Cristiani; 9 – Edoardo Faletti; 10 – Peppino Licheri (cap.); 11 – Marco Nicoletti.
A disposizione: 1 – Sergio Callipo; 13 – Giacomo Sinigallia (1′ st per Licheri); 14 – Fabio Trombatore (1′ st per Faletti); 15 – Matteo Capponi (1′ st per Cristiani); 16 – Massimiliano Cortassa (10′ st per Benussi); 17 – Callisto Molinari (15′ st per Stregapede); 18 – Gabriele Caccarrone
Reti: Sinigallia 15′ st, Nicoletti 30′ st.

Avviso: ci vediamo questa sera alle 20.00 al campo per il solito allenamento del giovedì.

Brunetta Calcio – Mappanese 2-0

Da questa stagione inauguriamo Sentite come stuzzica, la rubrica radiofonica che vi racconterà le partite della stagione 2016/2017 della vostra squadra preferita. In alternanza ai commenti scritti, vi proporremo il solito resoconto delle partite in cui i biancorossi riusciranno a portare a casa punti. Stay tuned and stay Mascioli!

Per ascoltare la prima puntata, cliccate qui.

None – Brunetta 2 – 3

Formazione: 1 –Marco Saglietti; 2 – Roberto Agliata; 3 – Mattia Lucciarini; 4 – Paolo Amorese; 5 – Andrea Cossu; 6 – Ignazio Barraco; 7 – Fabio Trombatore; 8 – Massimiliano Cortassa (cap.); 9 – Matteo Capponi; 10 – Pedro Paulo Mastrogiacomo; 11 – Vincenzo Cristiani.
A disposizione: 12 – Axel Seconetti; 13 – Edoardo Cavalieri ; 14 – Sergio Callipo (45′ pt per Barraco); 15 – Francesco Ianni; 16 – Peppino Licheri (10′ st per Cortassa); 17 –Francesco Stante (20′ st per Capponi).
Reti: Capponi 25′ pt, Mastrogiacomo (rigore) 10′ st, Trombatore 25′ st.

Premessa e primo gol: Manzoni e capponi (che non siamo tranne uno)

Dal Dizionario dei modi di dire:

Il cappone è un gallo castrato in giovane età, le cui carni risultano più saporite di quelle del pollo. Ovviamente disinteressato alla vita sessuale del pollaio, il cappone evita le battaglie di conquista e ha un comportamento docile e tranquillo.

  • essere un cappone: in senso figurato può voler dire essere fiacchi, imbelli, di carattere debole o eccessivamente remissivo.
  • fare come i capponi di Renzo: in una situazione di disagio comune, accusarne i compagni di sventura e non chi l’ha provocata.

Il detto è preso da un brano del III capitolo dei Promessi sposi, in cui Renzo va a esporre i propri guai all’avvocato Azzeccagarbugli portandogli in dono quattro polli vivi. Nell’agitazione scuote il braccio con cui li regge, e i polli, disturbati, si prendono a beccate tra loro.

Ecco, noi quattro capponi non lo siamo e ieri certamente non abbiamo avuto un comportamento docile e tranquillo, anzi. In queste ultime settimane poi, tenuti a testa in giù dalla classifica (ci siamo messi da soli in una posizione così scomoda), a differenza dei volatili in mano al Tramaglino, stiamo tentando di divincolarci dalla presa in tutti i modi, insieme e senza beccarci fra di noi. Tuttavia un vero Capponi che morde in squadra ce l’abbiamo – per fortuna – e ieri, dopo un primo gol ingiustamente non validato chissà perché, poco prima della mezz’ora, su palla in profondità di Mastrogiacomo, ne ha messo a segno un altro.

Al riposo finiamo un po’ in affanno e inumiditi, ma in vantaggio.

Galletti di rigore e cresta alta

Come sul finire della prima frazione, alla ripresa i padroni di casa, che hanno ormai raggiunto gli obiettivi stagionali prefissati, si spingono in avanti per conquistare il pareggio che, sembra destino, trovano dopo una corta respinta della barriera dopo un tiro di punizione. Le distrazioni in fase difensiva sembrano essere la costante della stagione e, se è vero che dai capponi ormai siamo distanti, dai polli invece proprio no (a proposito di aie, pollai e galliformi, Wikipedia spiega le differenze). Tuttavia, se vogliamo diventare galletti, di quelli un po’ ruspanti, forti e sicuri di loro stessi, forse passare da questa fase è necessario. Perché poi gli attimi di audacia cavalleresca ci sono, tant’è che torniamo quasi subito davanti nel punteggio: è sufficiente una discesa di Lucciarini sulla sinistra steso appena entrato in area per sparigliare nuovamente le carte. Mastrogiacomo dal dischetto spiazza il portiere e la panchina esulta.

I segnali vanno colti, così come le buone occasioni e recuperare un po’ di malizia in questa stagione leggermente disgraziata può essere un segno della cresta che inizia a crescere sopra la testa. E così, passata la paura di una vittoria castrata, si torna a essere sciolti, fluidi, compatti e resistenti. Si tiene botta e alla prima occasione s’incrementa: cross dalla destra per Trombatore che dal limite stoppa di petto e tira col destro, non troppo forte, ma ben angolato e con tanti saluti al portiere avversario. Lontani dalle mura amiche, avanti per tre gol a uno a venti minuti dalla fine, la situazione è rosea, la cresta si alza.

Senza mandarini non è finita fino al triplice

Ora vi raccontiamo un’altra storia, ambientata su un campo che non conosce acqua, ma solo polvere e qualche coraggioso ciuffo d’erba che non si lascia ingiallire fino alla morte dall’arsura: narra la vicenda (un pochino romanzata) di un cesto di mandarini, consegnato da una squadra a un’altra prima di una stanca partita di fine campionato. Che significa? Chissà. Ma se ci si presenta al campo sportivo ospite senza mandarini è normale che la partita sia difficile, tesa fino all’ultimo, come in quel campo di terra battuta (male). E infatti questo succede per i restanti minuti fino alla fine: i padroni di casa alzano il baricentro e pressano, trovando il gol – un rasoterra dalla distanza ben indirizzato che picchia sul palo ed entra; noi in affanno, sbatacchiati come i capponi dell’inizio, ma sempre senza beccarci tra di noi, teniamo duro, a chiappe molto strette in modo che nemmeno la paura passi. Fino alla fine che sembra non arrivare mai.

Capponi o non capponi, mandarini o no, ora, grazie a questa vittoria, abbiamo la speranza che ci tira su il morale per la prossima partita. L’invito è di essere leggeri, di arrivarci consapevoli e spensierati, concentrati e gagliardi, attenti e fiduciosi. A questo serve vincere.