#OpenBrunetta

Apriamo ora il caso Brunetta Leaks: parliamone, tutti. Ognuno dovrà dire la sua di fronte a questo scempio: la sconfitta tennistica di ieri in casa arriva in un momento molto delicato e certifica qualcosa: lassezza? Indolenza? Piedi quadrati? Siamo ormai spacciati?

Il calo della seconda parte di gara è stato evidente. Come mai?

Leak è inglese e significa perdita, fuoriuscita. Queste sono due parole che se ne trascinano appresso altre: la perdita è parente della sconfitta, la fuoriuscita della ferita. Contro un avversario certamente impegnativo e proibitivo, la sconfitta per 0 – 6 è una ferita troppo ampia e profonda perché si rimargini in fretta, soprattutto se, come sottolineato più volte in spogliatoio, il livello tecnico delle squadre nel nostro girone è tutto sommato omogeneo; senza picchi di formazioni ammazza campionato o voragini di compagini materasso, un risultato del genere stona, eccede e per chi lo ha subito diventa sale sparso che brucia.

Tuttavia lo sport permette mirabilia, è in grado di far strabuzzare gli occhi (Leicester docet); allora, dovendo trovare un merito a questo sale e a questo leak, l’invito è quello di pensare alla capacità di spurgare e disinfettare: gettiamo via il marcio che questo girone di ritorno ha radicato in noi. Siano questi sei gol un esorcismo e, da uomini capaci e leali, confidiamo in mamma calcio, nella dea Eupalla protettrice del bel gioco, che allevi questa piaga di bruciore sconfortante soffiando sulle nostre ferite e ci consenta di tornare a giocare.

Che niente ci scalfisca più.

Brunetta Calcio – Cumiana 2 – 2

Formazione: 1 – Giuliano Curoso; 2 – Mattia Lucciarini; 3 – Edoardo Faletti; 4 – Paolo Amorese; 5 – Andrea Cossu; 6 – Ignazio Barraco; 7 – Peppino Licheri; 8 – Massimiliano Cortassa; 9 – Andrea Rosso; 10 – Pedro Paulo Mastrogiacomo; 11 – Marco Nicoletti.
A disposizione: 12 – Axel Seconetti; 13 – Roberto Agliata; 14 – Sergio Callipo; 15 – Gabriele Cacarrone; 16 – Vincenzo Cristiani (20′ st per Rosso); 17 – Matteo Capponi (30′ st per Nicoletti); 18 – Fabio Trombatore (25′ st per Mastrogiacomo).
Reti: Mastrogiacomo (rigore) 30′ pt, Amorese 15′ st.

Animali mitologici: conigli mannari.

Venghino venghino siore e siori, vi presentiamo una nuova bestia affamata come un lupo, ma fessa come un coniglio! Si chiama Brunetta Calcio e oggi ha offerto uno spettacolo tipico del suo essere: ha aggredito la partita e l’avversario collezionando occasioni e giocate, è passata in svantaggio, ha rimontato e ribaltato il risultato e si è fatta raggiungere. Chicca delle chicche, perla bianca in una giornata di metà febbraio mite, è aver concesso le due reti avversarie su calcio piazzato, dopo aver costretto i gialli e blu a subire, subire e subire per praticamente tutti i novanta minuti!

Il fuoco negli occhi

La partenza della partita è stata a razzo e dopo una ventina di minuti, per il dominio del campo e le occasioni create (un tiro di Mastrogiacomo deviato in angolo a terra dal portiere, un palo di Rosso e altre situazioni pericolose), il punteggio potrebbe già essere a favore dei biancorossi, ma a passare in vantaggio sono gli ospiti: punizione dalla destra sulla trequarti, cross al centro, tocco al volo e Curoso battuto: i conigli in area non sanno marcare e in solitaria lasciano coloro che offendono. I mannari però azzannano e rigettano l’offesa prontamente, Rosso ci prova da destra, ma il suo tiro-cross si perde non trovando nessuno a raccogliere l’invito; poi è la volta di Nicoletti che servito da Mastrogiacomo in area spedisce il pallone sopra alla traversa. Non è facile scontrarsi contro le difficoltà di buttare la palla dentro, l’attitudine dei mannari però è quella di non smettere di provarci, sempre con la fame rabbiosa di chi sa che serve per superare l’inverno. E così capita che Mastrogiacomo raccoglie una palla in area, salta il suo diretto avversario che lo stende: rigore, l’arbitro indica il dischetto. Mastrogiacomo segna e si ricomincia: ancora con fame, ancora voglia, ancora pressing alto e contrasti, fino alla fine del primo tempo.

Il numero dal cilindro

Nella ripresa lo schema della partita non cambia, i biancorossi sono ancora mannari e da bravi animali da circo, tirano fuori un’invenzione che lascia tutti di sasso: corner corto di Amorese, scambio Licheri-Mastrogiacomo che con il tacco libera al tiro Amorese: sinistro sotto la traversa e gol. Soddisfatto, il pubblico dentro al tendone applaude per la scena che ha appena visto; e ne vorrebbe altre, pure meno belle, ma magari efficaci nello stesso modo. Così Trombatore servito da Cristiani con una volé alla cieca in area ci prova e ci riesce, ma  a quanto pare questa volta il cilindro era irregolare (anche se era lo stesso da cui i mannari avevano estratto il numero di prima). Peccato.

Si avvicina il mattino

Peccato soprattutto perché poco dopo gli ospiti pareggiano da un altro calcio piazzato. I mannari sentono l’aria fresca del mattino e si preoccupano di tornare conigli, e, ahinoi, basta il pensiero per diventarlo nuovamente. Di nuovo parità e questa volta i mannari non hanno più la forza di prima per battagliare ancora: reggono l’urto, ci provano ancora, ma le forze latitano un po’ e quindi non resta che aspettare il triplice come solitamente si aspetta il sorgere del sole: domani mattina poi vedremo cosa rimarrà della fame, della voglia, del pressing alto e dei contrasti, speriamo restino.

Brunetta Calcio – None 2 – 0

Formazione: 1 – Marco Saglietti; 2 – Roberto Agliata (cap); 3 – Edoardo Cavalieri; 4 – Luigi Cordua; 5 – Andrea Cossu; 6 – Ignazio Barraco; 7 – Peppino Licheri; 8 – Paolo Amorese; 9 – Andrea Rosso; 10 – Pedro Paulo Mastrogiacomo; 11 – Vincenzo Cristiani.
A disposizione: 12 – Axel Seconetti; 13 – Edoardo Faletti; 14 – Alessandro Capezzera; 15 – Niccolò Avataneo; 16 – Marco Nicoletti (30′ st per Rosso); 17 – Callisto Molinari (25′ st per Licheri); 18 – Matteo Capponi.
Reti: Cristiani 40′ pt, Amorese 40′ st.
Commento: finalmente un’altra vittoria: nonostante la falsa partenza con azione loro in verticale e tiro sbagliato a tu per tu con Saglietti, la gara è stata impostata nel giusto verso fin da subito, con il piglio in mano nostra e loro a colpire di rimessa e sui calci piazzati. Ogni punizione o corner è stato un motivo d’ansia e l’impressione, a contar le occasioni loro, sembra quella di una gara a favore degli ospiti che hanno colto due traverse – una un po’ casuale, l’altra con un colpo di testa da corner – e, anche a Saglietti battuto, si sono visti respingere sulla linea una conclusione da Agliata. In realtà la nostra è stata una buona partita, a tratti ottima, con momenti di riflessione-pausa per riprendere il fiato. Dopo tutto il risultato dimostra una certa capacità gestionale da non sottovalutare: un gol per tempo verso il finire delle due frazioni serve per frustrare ogni sussulto dell’altra squadra.
Il primo centro è una bella azione in verticale con una combinazione a centrocampo a liberare Mastrogiacomo che punta la difesa, serve Rosso in profondità che a sua volta libera Cristiani davanti al portiere con un appoggio. Il numero 11 s’invola e appena entrato in area batte di sinistro e segna. Il vantaggio spezza l’equilibrio della gara e gli ospiti stentano a reagire, anzi ancora Cristiani potrebbe approfittare del momento, ma il suo tocco di punta in mischia dopo un calcio d’angolo e un’uscita avventurosa del portiere non raggiunge l’obiettivo sperato e viene spazzato via da un difensore quasi sulla linea.
Nella ripresa il ritorno del None arriva dopo qualche minuto, ma, nonostante la girandola di cambi offensivi, non sortisce gli effetti sperati. La Brunetta ogni tanto rifiata e si dedica alle ripartenze con Mastrogiacomo, Cristiani, Molinari e Nicoletti a costruire le azioni di gioco. Da una di queste Agliata raggiunge il fondo, rientra e con il sinistro mette in mezzo un cross che Nicoletti contesta al suo avversario con un ottima sponda di testa all’indietro per l’accorrente Amorese e boom: la volé di sinistro s’insacca all’angolo basso a destra del portiere incolpevole. Il raddoppio sancisce la fine del match con qualche minuto d’anticipo, il recupero non prevede appello per gli avversari e il triplice fischio apre i festeggiamenti dei biancorossi di casa.
Forse, arrivando al succo della questione, la differenza di oggi è stata che le disattenzioni nostrane non sono state punite come in altre occasioni e che, finalmente, un pizzico di cinismo ci ha permesso di condurre una partita volta alla vittoria, ovvero giocata con la consapevolezza della nostra forza e con la necessaria voglia di rischiare per ottenere il bottino pieno.

G. S. Castello – Brunetta Calcio 1 – 1

Formazione: 1 – Giuliano Curoso; 2 – Mattia Lucciarini; 3 – Edoardo Cavalieri; 4 – Andrea Cossu; 5 – Ignazio Barraco; 6 – Niccolò Avataneo; 7 – Peppino Licheri; 8 – Callisto Molinari; 9 – Andrea Rosso; 10 – Pedro Paulo Mastrogiacomo; 11 – Marco Nicoletti.
A disposizione: 12 – Axel Seconetti; 13 – Roberto Agliata; 14 – Alessandro Capezzera; 15 – Luigi Cordua; 16 – Massimiliano Cortassa (30′ st per Mastrogiacomo; 17 – Paolo Amorese (20′ st per Avataneo); 18 – Trombatore Fabio (35′ st per Rosso.)
Rete: Nicoletti 35′ pt.

Commento: uno scontro diretto. Così va presentata questa partita e in questo modo andava affrontata: una sfida contro una concorrente più attardata in classifica, ma con grande spirito agonistico grazie al quale riesce a sopperire alle mancanze tecniche. Se il vecchio proverbio recita quindi che “l’importante di uno scontro diretto è non perdere”, possiamo stare tranquilli: abbiamo tenuto a distanza il nemico. Tuttavia, se l’obiettivo è crescere di partita in partita per arrivare a esprimere un’idea di gioco chiara ed efficace, forse allora, rispetto alle ultime due partite, questa crescita ha rallentato un po’ il passo. È soprattutto nel primo tempo che i biancorossi in blu da trasferta soffrono e subiscono. E infatti intorno alla mezz’ora la pressione avversaria viene premiata con un generoso quanto evidente rigore: Barraco interviene a tutto volume sull’avversario che, sentito il contatto, frana al suolo senza indugio non appena entrato in area. Rigore all’apparenza nettissimo, avendo a disposizione un replay forse non così tanto. Di replay e TMO neanche l’ombra a Nichelino, quindi fischio dall’undici metri, Curoso spiazzato e gol. Bene. Sì perché il rigore sembra una scossa: la reazione nervosa convince la Brunetta ad alzare il baricentro e la mole di gioco, creando alcuni presupposti interessanti per alcune occasioni da gol. In una di queste il terzino sbaglia il tempo dell’intervento liberando di fatto Nicoletti che a piccoli passi, involato verso la porta, si ritrova davanti al portiere. Tiro preciso e gol, pareggio. Ora ci si aspetterebbe una certa continuità (forse la vera assente dall’inizio della stagione) e serenità per impostare una partita diversa e con più ritmo e convinzione. Invece il pallino passa di nuovo agli avversari che si riaffacciano dalle parti di Curoso: sullo scadere del tempo, con un tiro scanzonato che pareva più un cross che una bordata dal limite, colgono un palo abbastanza clamoroso. Il duplice arriva a limitare i danni.

La ripresa si apre come si era concluso il primo tempo e il giallo numero uno della Brunetta è chiamato a un intervento prodigioso sul centravanti lanciato a rete: alzando il braccio d’istinto, in uscita, Curoso si oppone al tiro che si perde in angolo. Sospiro di sollievo dalla panchina e richiamo a più non posso per una maggiore concentrazione.

Dal ventesimo inizia la girandola di cambi a ringalluzzire gli animi del centrocampo e dell’attacco: l’ossigeno fresco dei subentrati è una manna dal cielo che rischia di essere davvero miracolosa: con un cross per Nicoletti, Trombatore crea una certa apprensione alla difesa che per poco non ci regala una frittata; da rimessa laterale di nuovo Trombatore imbecca Nicoletti che in torsione di testa coglie la parte alta della traversa e infine sempre Trombatore, lanciato a rete in solitaria, entra in area e subisce un intervento alla rischia tutto dal difensore in rimonta: rigore? Se si sceglie un metro di giudizio, poi si dovrebbe mantenere.

Nel finale, tolto qualche episodio di esagerata irascibilità avversaria, nulla succede più: si è vista, come nella precedente sfida in casa, una raccolta di forze per riuscire a ottenere il colpaccio, un nervino pensiero che dice: “adesso la portiamo a casa”. Forse tardivo, ma un colpo di coda da sottolineare e da trasformare in convinzione con cui approcciare le partite, non solo seducente guizzo con cui concluderle.